| INTENZIONI DI VOTO - POLITICHE - FEBBRAIO |
|
Il nodo Casini
Mai un nome è stato più azzeccato
nella politica italiana, perché la scelta che pare essere definitiva di Casini di andare da solo alle prossime politiche di fatto scompiglia il
sondaggio che oggi presentiamo, realizzato appena due giorni fa.
Questo per dire che in una situazione di grande mobilità e con parenti e apparentamenti ancora in predicato fare previsioni è francamente difficile. Ecco perché faremo un sondaggio alla settimana e negli ultimi 15 giorni la frequenza aumenterà ulteriormente. La prossima settimana vedremo quanto peserà la candidatura a Premier di Casini che non è ininfluenti e se in campo troveremo ancora Tabacci che ha goduto di un rally di visibilità estremamente significativo.
L’offerta politica e la sua
modalità, come più volte ho avuto modo di dire, è radicalmente cambiata e
questo ha messo in movimento l’elettorato che è oggettivamente e fortemente
instabile e quindi mobile.
In generale:
da un punto di vista
socio-demografico i giovani vengono
attratti dal Popolo della Libertà e dalla Sinistra Arcobaleno.
Il PdL raccoglie consensi al sud, mentre il Pd ha la sua roccaforte nel centro Italia, nel nord
Silvio Berlusconi parte con il 43%, Walter
Veltroni con il 34,5% cioè 8,5 punti di differenza e questo è lo start up della campagna
elettorale.
Dietro c’è ancora un pò di confusione, ma sicuramente Fausto Bertinotti con il 10% è l’unico che può puntare ad un risultato a due cifre.
Seguono tre candidati appaiati
tra il 4 e il 4,5%: Daniela Santanchè (4,5%), Bruno Tabacci ed
Emma Bonino al 4%. Non sappiamo se la Bonino si candiderà, ma da ieri sappiamo che probabilmente lo farà Pierferdinando Casini e speriamo che la prossima settimana l’elenco dei premier sarà definito. Ma il dato che emerge è che quasi 8 elettori su 10 sembrano orientati e si dividono tra Berlusconi e Veltroni, mentre agli altri resta un 20% che secondo me quando le candidature saranno chiare potrà solamente crescere. Gli 8,5 punti di vantaggio di Berlusconi a due mesi dal voto sono meno del vantaggio di cui godeva Prodi a due mesi dalle elezioni nel 2006 che non era determinato solo dai sondaggi ma che era stato sistematicamente riscontrato in tutte le elezioni, amministrative ed europee che si erano svolte durante la fase del governo Berlusconi.
Quindi definire la partita aprioristicamente chiusa è quantomeno
metodologicamente scorretto, dire che Berlusconi è in forte vantaggio è
evidente.
I partiti:
la tradizione italiana ha
raramente premiato elettoralmente gli accorpamenti e le fusioni, basti pensare
a tutte le fasi della diaspora socialista o alle esperienze di Fini con
l’Elefantino, ma nel 2006 la lista dell’Ulivo al Senato è andata meglio che le
liste separate alla Camera, rimane ad oggi l’unico caso. Forza Italia e Alleanza
Nazionale che erano accreditate tra il 40 e il 42% non smentiscono la tradizione e
infatti ottengono il 37%, Il totale della coalizione è ad oggi il 43%. Sull’altro fronte specularmene il PD ottiene il 32% che con il 2,5% dell’Italia dei Valori arriva al 34,5%, marcando una distanza dai berlusconiani di 8,5 punti.
Esiste una omogeneità tra il voto
espresso per il candidato e le liste, mentre
Stessa cosa succede per
Il prossimo sondaggio sarà
disponibile a metà della prossima settimana, durante la settimana pubblicheremo
i dati del comune di Roma, della Sicilia
e del Friuli.
Fonte:
Crespi Ricerche - Sondaggio telefonico con metodologia C.A.T.I. condotto su un
campione di 1.000 individui maggiorenni residenti in Italia. Il sondaggio è
stato realizzato tra l'11 e il 12 febbraio 2008.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|