| INTENZIONI DI VOTO - FIDUCIA GOVERNO MINISTRI - SETTEMBRE'08 |
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LA PRODIGIOSA ESTATE DI SILVIO +4% DI FIDUCIA, GOVERNO +3.5
Crespi Ricerche: sondaggio telefonico C.AT.I. su un campione di 1.000
interviste a popolazione maggiorenne, effettuato il 1 Settembre 2008
L’ANALISI - Era
nell’aria , ne ho parlato a Dama di Libero qualche giorno fa ed ecco
che i dati confermano l’exploit del Premier che dopo una flessione
registrata all’inizio di agosto ha capitalizzato sostanzialmente tre
eventi: l’immondizia di Napoli, l’affaire Alitalia e l’accordo con la
Libia. Il risultato del 62%
rappresenta la punta più elevata del consenso rilevato da ICR e si
posiziona addirittura la di sopra dei già importanti risultati ottenuti
da Berlusconi durante al luna di miele
Dei tre capitoli iscritti in questo bilancio positivo l’accordo con la
Libia è quello che pesa di meno, mentre l’emergenza Napoli che non
aveva portato risultati immediati, forse per una imperfetta gestione
della comunicazione troppo vicina al momento delle vacanze, ora ha dato
i suoi frutti.
Ma è la questione Alitalia ad avere un valore enorme in
termini simbolici, non tanto per le modalità con cui la vicenda è stata
affrontata, che ha creato molte polemiche e non solo nel nostro Paese,
ma per il fatto che, come ho già avuto modo di dire in campagna
elettorale, qui si giocava l’”onore” del Premier, la sua credibilità,
perché la cordata di imprenditori italiani c’è, si è manifestata e tra
le altre cose è capeggiata da un uomo simbolo dell’imprenditoria
dalemiana che lo stesso ebbe a definire capitano coraggioso quando per
poco più di un boccone di pane si è preso Telecom.
Questo elemento
consente a Barlusconi di potersi rappresentare come uno che mantiene le
promesse mettendo al suo arco delle frecce che difficilmente potranno
essere evitate da chi pensava che il problema napoletano non fosse
risolvibile in breve tempo e che la cordata di imprenditori non
esistesse.
D’altronde Berlusconi è stato per un’intera legislatura dal
2001 al 2006 a Palazzo Chigi disseminando quell’esperienza di errori
che gli sono costati una sonora sconfitta alle Europee, alle Regionali
e anche se di misura alle Politiche.
L’uomo ha imparato ed in questa
legislatura sta riuscendo almeno in termini di comunicazione
sicuramente meglio che in passato.
Il 62% di fiducia che è un dato che negli ultimi vent’anni non è stato
attribuito a nessun premier rappresenta però un’insidia nella capacità
di dare un reale sollievo all’economia delle famiglie assediate
dall’aumento di prezzi e tariffe, dalla diminuzione del potere
d’acquisto del denaro e dall’ombra di una recessione che appare
inevitabile e ampiamente annunciata dal suo Ministro Tremonti.
Quindi
appurato che è un uomo che rispetta gli impegni, sottrattosi
dall’assedio della Magistratura e non avendo più necessità di fare
forzature con leggi ad personam, si trova costretto a mantenere non
solo la promessa di riforme e cambiamento, ma soprattutto a ridare
respiro all’economia.
Per fare le riforme i numeri non gli mancano,
mentre i numeri sull’economia non dipendono solo dalle sue scelte e da
quelle del suo governo, ma sarà comunque lui a pagarne il conto.
Certo
che erano in pochi a prevedere che alla ripresa settembrina Berlusconi
avesse nel paniere un risultato politico di consenso di tale
dimensione.
LE CARICHE ISTITUZIONALI - Stabile con il 57% il Presidente della
Repubblica che ha ormai ceduto lo scettro del primato a Berlusconi,
stabile anche il Presidente del Senato, Renato Schifani, con il 49%, e
sostanzialmente stabile è anche Fini, Presidente della Camera, che cede
solo un punto.
I MINISTRI - Come prova che questo è il governo di Silvio Berlusconi
che ne è il motore e l’ispiratore e che ne raccoglie quindi il massimo
vantaggio sia sul piano del consenso politico che personale, il quadro
dei Ministri pur mantenendosi positivo non rileva grandi spostamenti:
il Ministro che guadagna maggiore consenso è Maria Stella Gelmini (+3)
grazie alle sue trovate pubblicitarie e alla sua operazione nostalgia,
poi La Russa che guadagna due punti, gli altri si discostano di un
punto, a parte Prestigiacomo e Frattini che ne perdono due.
Su 21
Ministri ben nove godono di una fiducia maggiore del 50%, quattro
perdono consenso, sette ne guadagnano e dieci sono stabili.
In termini
di classifica il Ministro più amato con
il 57% rimane Giulio Tremonti a cui seguono, Maroni, Frattini, Brunetta
e Sacconi.
LE INTENZIONI DI VOTO - L’effetto Berlusconi si ritrova ovviamente
nelle intenzioni di voto: infatti il Popolo della Libertà raggiunge uno
dei suoi massimi con il 42%, stabili Lega ed MPA, rispettivamente al 9%
ed all’1,5%.
La coalizione si attesta quindi al 52,5% determinando un
distacco da quella di Veltroni di 16,5 punti, il più alto registrato
fino ad oggi.
Il Partito Democratico segna una grande difficoltà attestandosi al 28%,
il risultato più basso dalle scorse politiche, contrariamente al suo
alleato Di Pietro che con il suo 8% ha guadagnato quasi 4 punti, anche
se questa erosione del PD produce per la coalizione un saldo inferiore
alle politiche.
L’UDC è al 4%, più cresce Berlusconi e più si comprime, La Destra di
Storace non sembra patire del conflitto con la Santanchè e conferma il
2%, tutta la Sinistra antagonista si attesta al 3,5%, i Socialisti si
attestano all’1% non avendo ottenuto vantaggi dal cambio di segreteria.
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